GLICEMIA ALTA: AIUTI DALLA NATURA

GLICEMIA ALTA: AIUTI DALLA NATURA

COS’È LA GLICEMIA?

Il termine Glicemia indica il valore della concentrazione di Glucosio (zucchero) nel sangue. Normalmente i livelli di Glucosio nel sangue variano durante il giorno: aumentano dopo un pasto e tornano nella norma entro le due ore successive. I valori normali di Glicemia, misurati a digiuno, oscillano mediamente tra 60 e 100 milligrammi (mg) di Glucosio per decilitro (dl) di sangue, ma possono aumentare in caso di assunzione di carboidrati in quantità elevate. Dopo un pasto si considerano normali aumenti fino a 130-150 mg/dl di sangue. In generale nelle persone sopra i 65 anni di età i valori tendono ad essere leggermente superiori, soprattutto dopo i pasti.

COS’È L’INSULINA E A COSA SERVE?

L'insulina è un ormone di natura proteica prodotto dalle cellule beta del pancreas ed è indispensabile per l'utilizzazione dei nutrienti introdotti con l'alimentazione. In particolare è in grado di favorire l’ingresso del Glucosio all’interno delle cellule affinchè possa essere sfruttato per produrre l’energia di cui l’organismo ha bisogno. Senza Insulina infatti il Glucosio resta inutilizzato nel sangue provocando un pericoloso aumento della Glicemia.

COS’È IL DIABETE?

Il diabete è una malattia cronica che si manifesta con un aumento di Glucosio nel sangue. La causa è una carenza assoluta o relativa di Insulina. Viene definita anche come “malattia silenziosa” poiché nella maggior parte dei casi i segni risultano evidenti solo quando i valori di Glucosio (zucchero) nel sangue sono 3 o 4 volte superiori ai valori normali. I sintomi più evidenti sono:

- Frequente bisogno di urinare

- Sete costante

- Crampi muscolari

- Sensazione di debolezza ed affaticamento

- Progressivo calo del peso corporeo

Si distinguono 2 tipi di diabete:

DIABETE DI TIPO 1 (o insulino-dipendente o giovanile): in questo caso la produzione di Insulina è ridotta o addirittura assente poiché le cellule del Pancreas deputate alla produzione di tale ormone risultano distrutte o compromesse. Per ovviare a questa mancanza è necessario che l’insulina venga iniettata nell’organismo quotidianamente per tutta la vita tramite iniezioni sottocute. Questo tipo di diabete è tipico delle persone giovani e si manifesta prima dei 30 anni.

DIABETE DI TIPO 2: compare solitamente dopo i 40 anni e la probabilità di contrarre questa malattia aumenta con l’avanzare dell’età. È la forma più comune di diabete ed è generalmente associato, oltre che a componenti ereditarie, ad uno scarso esercizio fisico ed al sovrappeso. In questo tipo di diabete il deficit di Insulina è solamente parziale ed i sintomi possono essere silenti per anni. Nei casi meno gravi è possibile evitare la terapia farmacologica con il raggiungimento ed il mantenimento del peso forma e attraverso una dieta ed uno stile di vita controllati. Qualora tali accorgimenti fossero insufficienti è possibile ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti orali, che risultano invece inutili nel caso di Diabete di tipo 1.

QUALI RISCHI SI CORRONO?

I soggetti affetti da diabete possono andare incontro nel tempo a complicanze anche gravi (a carico del sistema cardiocircolatorio, di quello nervoso, degli occhi, dei reni, della cute, delle ossa) risulta perciò importante il ruolo della prevenzione. L’oscillazione dei valori di Glucosio nel sangue può portare a ipoglicemia o a iperglicemia. I principali sintomi di una IPO-glicemia (Glicemia bassa) possono essere: fame, sudorazione, stordimento, stanchezza, palpitazioni, debolezza, ansia, irritabilità, mal di testa. I sintomi di una IPER-glicemia (Glicemia alta) possono essere più preoccupanti e sono principalmente: disturbi visivi, disturbi del linguaggio, sonnolenza, difficoltà di deglutizione, sete eccessiva, coma.

CONSIGLI PER ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA

Il primo fondamentale step nel trattamento del diabete è quello di “dare una regolata” al proprio stile di vita ed alla propria alimentazione. Evitare le cattive abitudini alimentari, oltre a favorire una graduale perdita di peso, serve a ridurre picchi glicemici e glicosuria (presenza di Glucosio nelle urine). La dieta di un diabetico dovrebbe essere indicativamente costituita da circa il 50% di carboidrati (derivanti da frutta, pasta, cereali), il 30% di grassi e 20% di proteine. È preferibile utilizzare dolcificanti quali Saccarina, Aspartame e ciclammati piuttosto che il Saccarosio. Di fondamentale importanza è prestare attenzione al cosiddetto Indice Glicemico degli alimenti. Più questo valore è alto più sarà elevato il picco glicemico in seguito alla loro assunzione, pertanto sono da evitare. Un’adeguata attività fisica, possibilmente quotidiana, favorisce il controllo del peso e della glicemia.

QUALE AIUTO DALLA FITOTERAPIA?

Come sempre la natura riesce ad offrire grosse opportunità e aiuti significativi nel ridurre la glicemia.

Gymnema sylvestre viene considerata la pianta “anti-zuccheri” per eccellenza. Le sue foglie sono ricche di Acidi gymnemici che svolgono attività ipoglicemizzante tramite tre meccanismi: riducono l’assorbimento intestinale del Glucosio, stimolano la secrezione di Insulina da parte del Pancreas, favoriscono l’utilizzo del Glucosio da parte dei tessuti.

Gelso bianco: la mora del Gelso bianco (Morus alba) si sta ritagliando, ormai da alcuni anni, un ruolo di primo piano negli integratori utili per la glicemia alta. L’estratto di Gelso bianco sembra infatti in grado di rallentare l’attività di determinati enzimi (alfa-glucosidasi) che trasformano i polisaccaridi in zuccheri semplici quali il Glucosio. Questo permette di ritardare l’assorbimento degli zuccheri dopo i pasti, limitando dunque l’iperglicemia.

Momordica: il frutto della Momordica, noto anche con il nome di “Melone amaro”, presenta al suo interno alcuni principi attivi (come la Momordina) responsabili della sua attività ipoglicemizzante. Essi sono in grado di aumentare la secrezione di Insulina da parte del Pancreas e dunque aumentare l’utilizzo del Glucosio da parte dei tessuti dell’organismo.

Galega: i semi di Galega contengono un principio attivo, la Galegina, dotato di proprietà ipoglicemizzanti. Sembra che il suo meccanismo d’azione preveda l’arresto della produzione di Glucagone, ormone che aumenta i livelli di Glucosio nel sangue.

Lupino: recenti studi hanno dimostrato che la farina dei semi di lupino permette una diminuzione della glicemia post-pasto. Altri studi inoltre hanno individuato un principio attivo (conglutina-gamma) che presenta attività simile all’insulina portando dunque ad una diminuzione di Glucosio nel sangue.

Cromo picolinato: pur non essendo una pianta è necessario sottolineare l’importanza di questo micronutriente. Esso risulta infatti un elemento essenziale per il mantenimento di un corretto metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine. Lo si può trovare in alimenti come: fagioli verdi, broccoli, carne di manzo e di tacchino, banane. Per quanto riguarda la glicemia esso è in grado di agire in sinergia con l’Insulina regolando l’ingresso di Glucosio nelle cellule dei tessuti.

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